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Siria. Rallentano i preparativi per l'attacco

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Siria. Rallentano i preparativi per l'attacco

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Sembravano impazienti di attaccare la Siria, oggi gli occidentali si ricordano improvvisamente che a Damasco ci sono ancora gli ispettori inviati dall’Onu per cercare le prove dell’attacco chimico sui civili.

Lo spettacolare calo di marcia deve forse qualcosa all’altolà di Russia e Cina in sede di Consiglio di sicurezza o alle inaspettate difficoltà di Londra a trovare una maggioranza parlamentare sull’intervento. Fatto sta che oggi tutti riscoprono la prudenza:

“Gli ispettori continueranno a investigare fino a venerdì e partiranno dalla Siria sabato mattina per presentarmi un rapporto – ha detto il Segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon – Ecco perché ho abbreviato la mia visita in Austria”.

In un’intervista concessa mercoledì sera, il presidente degli Stati uniti ha dichiarato di non aver ancora deciso quale strategia adottare:

“Lo ripeto, ancora non ho preso nessuna decisione, ma penso che dovremmo rispondere all’uso delle armi chimiche – ha detto Barak Obama – Il regime di Assad, che è coinvolto in una guerra civile, cerca di proteggere se stesso. Devono ricevere un segnale forte, devono capire che è meglio non rifarlo di nuovo”.

Come sempre in questi casi, la propaganda va di pari passo con i contatti segreti e gli attori del conflitto spostano le proprie pedine per mandare messaggi alla controparte. Così nella base americana di Incirlk, in Turchia, è stato notato un particolare via vai aereo. Non lontana dal confine siriano, questa base potrebbe essere una delle teste di ponte di un eventuale attacco, oltre alle cacciatorpediniere presenti nel Mediterraneo orientale.

Anche la Russia, che dispone di un porto militare in Siria, starebbe posizionando delle navi nel Mediterraneo, ufficialmente per manovre previste da lunga data.