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Siria. Obama: "non ho ancora preso una decisione"

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Siria. Obama: "non ho ancora preso una decisione"

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Nessuna decisione è stata ancora presa. Così il Presidente degli Stati Uniti Brack Obama sull’intervento militare in Siria. Passate 24 ore nelle quali i raid aerei contro il regime di Damasco sembravano imminenti, il Capo della Casa Bianca toglie il piede dall’acceleratore ma conferma che Bashar Al Assad dovrà ricevere un colpo d’avvertimento.

“Non ho ancora preso una decisione ma, se sceglieremo di reagire all’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad, che è coinvolto in una guerra civile e cerca di difendere sè stesso, credo sia importante dare un segnale forte: meglio che non lo facciate una seconda volta” ha detto.

Perché Washington ostenti tale certezza nell’affermare che l’esercito di Assad ha usato il gas nervino lo rivela la rivista ‘Foreign Policy’: gli Usa avrebbero intercettato l’allarmata chiamata di un alto funzionario del Ministero della Difesa siriano all’unità responsabile delle armi chimiche che chiedeva spiegazioni dell’attacco appena avvenuto e costato la vita a oltre 1.000 persone.

E mentre Obama assicura che gli Stati Uniti non vogliono un nuovo Iraq e rifiuta ogni parallelo con la guerra fatta da Bush senza l’avallo delle Nazioni Unite, anche Londra sfoggia segni ridotti di bellicismo. Via ai raid anche senza l’Onu, ma non prima dei risultati degli ispettori.

“Abbiamo le idee chiare su chi sia il responsabile: il regime di Assad. Non c‘è altra spiegazione plausibile. Ma è comprensibile che la gente voglia sentire cosa dicono gli ispettori” ha detto il Ministro degli Esteri britannico William Hague.

Gli ispettori ancora sul luogo del presunto attacco chimico vicino a Damasco avranno bisogno di altri 4 giorni per completare il lavoro e forniranno un rapporto completo non prima di lunedì. A quel punto la parola passerà, presumibilmente, ai piloti dei caccia anglo-americani.