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Scarsa natalità e popolazione vecchia, la Germania apre ai lavoratori stranieri

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Scarsa natalità e popolazione vecchia, la Germania apre ai lavoratori stranieri

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Il Paese col tasso di disoccupazione ai minimi storici è a corto di lavoratori e apre le porte agli immigrati. La Germania, con la seconda popolazione più vecchia del mondo e uno dei tassi di natalità più bassi in Europa cerca soprattutto lavoratori qualificati: ci si aspetta che questi diminuiranno di cinque milioni e mezzo entro il 2025.

Il governo punta su tre fasce, spiega il ministro del lavoro. “L’attività professionale delle persone anziane sta aumentando in modo positivo”, dice Ursula von der Leyen. “C‘è poi la partecipazione delle donne e infine l’immigrazione di lavoratori qualificati, si sta sviluppando bene, ma deve essere ampliata”.

Cittadini di Paesi dell’Europa dell’Est, d’Italia, Spagna e Grecia. Sono soprattutto loro a cercar fortuna in Germania, dove spesso mancano non solo lavoratori qualificati, ma anche apprendisti. La camera di commercio di Francoforte ha lanciato un progetto pilota per affrontare il problema. Una quarantina di madrileni vengono formati in un’azienda locale.

“I giovani non sanno dove andare, non hanno futuro”, afferma Alberto Coronado, coordinatore del progetto. “Ecco perché pensiamo che questo sia un modo di alleviare il problema in Spagna e affrontare la mancanza di lavoratori qualificati qui”.

Dopo decenni di mancata integrazione, la Germania ora vuole promuovere l’accoglienza. Trecentomila immigrati sono arrivati nel 2011, anno in cui è stato migliorato il riconoscimento dei titoli ottenuti all’estero, seguito poi dall’alleggerimento delle regole d’ingresso dei lavoratori altamente qualificati.