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Olimpiadi 2020: Istanbul si gioca la carta dell'identità euro-asiatica

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Olimpiadi 2020: Istanbul si gioca la carta dell'identità euro-asiatica

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Istanbul punta sulla geografia e sulla crescita economica, per far dimenticare la questione sicurezza. La città sul Bosforo scoprirà il 7 settembre se cinque tentativi – come i cerchi olimpici – si chiuderanno con l’assegnazione della sede dei Giochi 2020.

La Turk Telecom Arena è già pronta, il nuovo stadio del Galatasaray è stato infatti inaugurato nel 2011. Lo stadio İnönü verrà ristrutturato, mentre lo stadio olimpico Ataturk, il più capiente, con oltre 81 mila posti, è stato aperto nel 2001.

“Le Olimpiadi si svolgerebbero per la prima volta nella storia in Asia e in Europa allo stesso tempo”, dice il presidente del comitato promotore Hasan Arat. “Al mattino si può seguire il canottaggio sulla riva asiatica, nel pomeriggio si possono vedere le partite di basket sulla riva europea. Di sera si può ammirare il fantastico panorama di Istanbul”.

La candidatura turca potrebbe essere stata indebolita dalla recente repressione delle proteste anti-governative.
Per il comitato promotore, che ha scelto come slogan “Bridge together”, la carta vincente è la doppia identità della metropoli. Diciannove miliardi di euro il budget previsto per gli impianti e il miglioramento dei trasporti, che include anche la costruzione di un nuovo ponte tra le due rive del Bosforo.