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Siria. Kerry: uso armi chimiche immorale ed innegabile

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Siria. Kerry: uso armi chimiche immorale ed innegabile

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Innegabile, immorale, imperdonabile. Le parole del Segretario di Stato americano John Kerry non lasciano margine di interpretazione. La colpevolezza del regime siriano viene data per assodata riguardo l’uccisione di civili e l’uso di armi di distruzione di massa.

“Il massacro indiscriminato di civili, l’uccisione di donne e bambini innocenti attraverso l’uso di armi chimiche è moralmente una oscenità” ha detto Kerry. “Non esiste alcuna scusante possibile e a discapito delle giustificazioni e delle scuse fabbricate a bella posta, l’accaduto è innegabile”.

Una posizione quella degli Stati Uniti che, se trova il pieno appoggio sia di Londra che di Parigi, continua a scontrarsi, come da due anni a questa parte, con la linea di Mosca, tradizionale alleato della Siria, che considera per principio un errore l’ingerenza in un conflitto interno al Paese.

“Se anche mettessimo da parte gli aspetti legali, gli aspetti morali, le concrete conseguenze di un intervento esterno, non appoggiato dalla comunità internazionale, rischierebbero di peggiorare la situazione nel Paese” ha detto il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov.

Mentre le diplomazie internazionali si posizionano sullo scacchiere rispetto ad un intervento militare che appare imminente, ieri si è svolta la prima giornata di lavoro per gli ispettori dell’Onu sul luogo del presunto attacco chimico, avvenuto mercoledì scorso alle porte di Damasco. Una giornata ad alto rischio marcata dagli spari di cecchini contro gli esperti delle Nazioni Unite impegnati a raccogliere prove sul terreno.