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Mosca esige da Minsk l'immediato rilascio di Baumgertner

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Mosca esige da Minsk l'immediato rilascio di Baumgertner

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L’arresto lunedì, a Minsk, dell’uomo d’affari russo Vladislav Baumgertner sta diventando un caso politico. Il direttore generale del gigante russo dei fertilizzanti Uralkali era stato invitato in Bielorussia dal primo ministro Mikhaïl Miasnikovitch. Al termine dell’incontro è stato posto in detenzione, suscitando le ire del Cremlino.

Accusato di abuso di potere, Baumgertner potrebbe restare in carcere per almeno due mesi, Mosca ne ha chiesto l’immediata liberazione e minaccia sanzioni:

“La posizione dell’ambasciata è la seguente: esigiamo il rilascio immediato di Vladislav Baumgertner e chiediamo che ci vengano fornite spiegazioni per quanto è accaduto – dice l’ambasciatore russo a Minsk Alexander Surikov – Baumgertner era venuto a Minsk su invito del primo ministro della Repubblica bielorussa, per un incontro con lui”.

Da tempo Uralkali si era associata con l’omologa bielorussa Belaruskali per l’esportazione della potassa, elemento base della fabbricazione dei fertilizzanti. Ma i russi un mese fa avevano posto fine all’accordo, circostanza su cui la procura di Minsk ha aperto un’inchiesta. I dirigenti del gruppo russo sarebbero sospettati di aver tratto un profitto personale dall’intesa.

Mosca ha definito il fermo ‘una mossa assurda’. Ora il Cremlino minaccia di chiudere il rubinetto degli aiuti al regime Lukashenko.