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Dispersi del Kosovo, Amnesty critica l'Onu: "Le famiglie aspettano verità e giustizia"

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Dispersi del Kosovo, Amnesty critica l'Onu: "Le famiglie aspettano verità e giustizia"

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Pesanti critiche da Amnesty International (Ai) sulla missione delle Nazioni Unite in Kosovo (Unmik). L’Ong parla di scarsi risultati nelle indagini sulle persone rapite e che risultano ancora disperse dopo il conflitto armato. La denuncia è contenuto in un dossier, pubblicato questo martedì, che parla di 150 ricorsi presentati dalle famiglie degli scomparsi, in maggioranza serbi del Kosovo, nei quali si afferma che l’Unmik non ha indagato sui rapimenti e sugli assassini dei propri parenti.

“Siamo felici che la comunità internazionale stia lentamente prendendo consapevolezza che gli albanesi non sono stati le sole vittime in Kosovo-” dice Gordana Djikanovic, esponente dell’Associazione delle Famiglie delle persone rapite e uccise in Kosovo.

Resta ancora avvolta nel mistero la morte di quasi 1.800 persone considerate disperse. “Gli anni sono passati” – si legge nel dossier di Amnesty International – “e ancora non è emersa la verità, le famiglie aspettano giustizia.” In molti casi, secondo la Ong, la missione dell’Onu non è stata in grado di dimostrare l’avvio delle indagini.

Il conflitto armato c‘è stato dal 1998-1999 e ha lasciato sul campo 13.000 vittime, in maggioranza di etnia albanese.