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Argentina, protesi al seno non a norma: chiesto un maxi risarcimento

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Argentina, protesi al seno non a norma: chiesto un maxi risarcimento

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Un risarcimento di quarantuno milioni di euro: è la somma richiesta da 300 donne argentine rimaste coinvolte nello scandalo sanitario mondiale delle protesi mammarie difettose prodotte dalla francese ‘Poly Implant Prothèses’ (Pip).

Impianti al silicone industriale non a norma che si decompongono con estrema facilità come ha dimostrato l’avvocato nel corso di una conferenza stampa a Buenos Aires. “A far partire il procedimento è stata la denuncia di trecento donne” – spiega il legale Virginia Luna. “L’obiettivo è portare avanti una class action, un’azione legale collettiva che includa tutte le vittime argentine che unite possono ottenere il risarcimento per il danno che hanno subìto”.

Sono 65 i Paesi in cui sono state vendute le protesi, 7.400 le donne che in totale hanno fatto causa alla Pip.

Il principale imputato nel processo, apertosi nell’aprile scorso, è Jean-Claude Mas, 73 anni, il fondatore della società che è in fallimento da marzo 2010. È accusato, con altri quattro dirigenti, di frode aggravata per il materiale scadente utilizzato nelle protesi. Rischia quattro anni di carcere. La sentenza è attesa il 10 dicembre.