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"Troppo tardi": Londra e Washington pronte a intervenire in Siria

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"Troppo tardi": Londra e Washington pronte a intervenire in Siria

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Le prove sono ormai compromesse, l’apertura del regime siriano agli ispettori arriva troppo tardi. Gli Stati Uniti parlano all’unisono con il Regno Unito e parlano in modo chiaro. L’intervento militare contro Damasco potrebbe essere imminente ed in ogni caso è un’ipotesi che non è mai stata tanto concreta dall’inizio della guerra civile in Siria.

“È chiaro per il governo britannico che sia stato il regime di Assad a sferrare questo attacco chimico” dice il Ministro degli Esteri William Hague. “Un attacco di vaste proporzioni. Tutte le prove portano a questa conclusione. La descrizione di testimoni, il fatto che l’area fosse sotto bombardamento da parte del regime nel momento in cui si è verificato l’attacco chimico”.

La Francia non soltanto fa fronte comune con Londra e Washington ma era stato uno dei primi Paesi occidentali a giudicare evidenti le prove che il regime di Assad aveva fatto già uso di armi di distruzione di massa ben prima dell’attacco in questione.

“Dal momento in cui i fatti saranno provati in maniera incontrovertibile ci sarà necessariamente una risposta” ha detto il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius. “E dico sin da subito che mi pare evidente che dovrà essere una risposta molto dura. Quali saranno esattamente le modalità non sono ancora in grado di dirlo”.

Riguardo ad un possibile intervento militare statunitense il Ministro dell’Informazione siriano ha già minacciato “una valanga di fuoco” come risposta. L’Iran non è stato da meno ricordando che gli Stati Uniti conoscono bene la linea rossa da non oltrepassare e minacciano conseguenze contro la Casa Bianca.