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Potassio, l'ad di Uralkali fermato in Bielorussia

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Potassio, l'ad di Uralkali fermato in Bielorussia

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Rompere un patto d’acciaio per il controllo del mercato del potassio (componente essenziale dei fertilizzanti), può costare caro.

Lo sa bene Vladislav Baumgertner, numero uno del gigante russo del settore Uralkali, fermato dalle autorità bielorusse durante un viaggio nel Paese.

L’accusa: abuso di potere nella sua veste di presidente di Belarus Potash Co., la joint-venture tra la sua azienda e la bielorussa Belaruskali, che controllava quasi il 40% del mercato mondiale.

L’imperfetto è d’obbligo. Neanche un mese fa, a fine luglio, Uralkali aveva annunciato la rottura della partnership-cartello e l’intenzione di aggredire il mercato aumentando la produzione e puntando sull’acquisizione di quote di mercato, a discapito del fatturato.

Un colpo per la statale Belaruskali, che aveva reagito annunciando che non avrebbe seguito la ex-partner lungo tale strada.

Ora, nella contesa, entrano in gioco i rispettivi governi, con le autorità bielorusse che cercano altri quattro dirigenti di Uralkali e il governo di Mosca, in pre-allerta, che definisce “inappropriata” la detenzione di Baumgertner.