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La crisi egiziana soffoca il turismo, risorsa essenziale del paese

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La crisi egiziana soffoca il turismo, risorsa essenziale del paese

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Una volta Hurghada era una destinazione per vacanze da sogno sul Mar Rosso. Oggi l’Egitto è nel caos e i turisti occidentali disertano villaggi e resorts. L’economia, che non si è mai ripresa dalla caduta del regime Mubarak, perde una risorsa importante, pari all’11% del prodotto interno lordo. Eppure i rari turisti che fanno la spola fra gli ombrelloni e l’acqua cristallina, sembrano contenti, come questo gruppo di vacanzieri tedeschi:

“È tutto molto bello. Il posto è davvero magnifico, l’albergo è eccellente e anche la spiaggia. Il Mar Rosso è meraviglioso, sono felice di essere qui”.

L’allarme economico è tale che il locale ministro del turisimo, Hisham Zaazou, ha lanciato un accorato appello ai paesi europei perché aiutino il popolo egiziano attraverso il turismo, cancellando gli avvisi che sconsigliano i viaggi. Il ministro assicura che a Sharm el Sheik e a Hurghada non ci sono problemi:

“Venendo in queste aree – Hurghada, il Mar Rosso, il Sinai meridionale – i turisti sono a centinaia di km dalle zone calde intorno al Cairo. I nostri ospiti possono constatare di persona che qui sono al sicuro. Il governo sta mettendo in atto tutte le misure necessarie per preservare il benessere dei turisti che visitano l’Egitto”.

Fatto sta, però, che le spiagge quest’anno sono semi vuote. Molte compagnie aeree hanno cancellato i voli turstici per l’Egitto e i governi continuano a mettere in guardia i propri cittadini.

Il nostro corrispondente Mohammed Shaikhibrahim:

“Il declino delle località turistiche egiziane è evidente. Le autorità cercano di compensare il mancato afflusso di stranieri favorendo il turismo interno. La speranza è che tutto torni come e meglio di prima una volta che il paese sarà di nuovo stabile”.