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Martin Luther King, 50 anni dopo Washington mantiene vivo il sogno

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Martin Luther King, 50 anni dopo Washington mantiene vivo il sogno

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Washington mantiene vivo il sogno. Il 28 agosto 1963, Martin Luther King scosse gli Stati Uniti segregazionisti annunciando la voglia di uguaglianza degli afroamericani.

Mezzo secolo dopo, il National Mall torna a riempirsi e quella lotta – tornata d’attualità dopo l’uccisione di Trayvon Martin – si allarga a tutte le minoranze.

“Chiunque sostiene, negli Stati Uniti e ovunque nel mondo, la dignità umana e i diritti umani – dice una giovane donna che ha preso parte alla manifestazione – lo fa nel solco tracciato da Martin Luther King”

“Mi preoccupa molto la vicenda di Trayvon Martin – ricorda una signora afroamerciana – Vogliamo fare in modo che ciò non capiti più a nessun altro giovane in America”.

Dal palco del Lincoln Memorial, Martin Luther King Junior spiega che il sogno non si è ancora realizzato: la metà dei ragazzini di colore vive nelle periferie ad alta concentrzione di povertà.

“Martin Luther King Junior ha fatto notare che abbiamo tanti buoni propositi, ma nessuna buona pratica – sostiene il parlamentare democratico Steny Hoyer – Abbiamo ancora troppe persone avvolte nelle ombre della vita. Dobbiamo portarle alla luce del sole”.

Il tasso di povertà degli afroamericani è circa il doppio della media nazionale e quasi tre volte quello dei bianchi. Il discorso di Martin Luther King cambiò leggi e mentalità, ma gli obiettivi economici sono tuttora in gran parte da realizzare.

“Ricordando Martin Luther King, molti oratori hanno sottolineato che parte del suo sogno americano rimane ancora insoddisfatto – conclude il corrispondente di Euronews a Washington, Stephan Grobe – Il lavoro, la libertà e la giustizia sociale sono rimasti obiettivi da raggiungere. E molti vedono il crescente divario della ricchezza come il problema numero uno degli stati Uniti”.