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Libano: premier uscente invita alla calma per timore di nuova ondata di violenza

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Libano: premier uscente invita alla calma per timore di nuova ondata di violenza

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È stata una giornata di lutto in Libano, colpito da una nuova ondata di terrorismo.
I famigliari hanno dato l’ultimo saluto alle vittime del doppio attentato di ieri di Tripoli, in cui sono morte almeno una cinquantina di persone. Oltre novecento i feriti.

Un attacco non rivendicato che rischia di alimentare la serie di scontri inter-religiosi.
Durante i funerali le accuse erano rivolte agli Hezbollah sciiti libanesi e i suoi alleati, primo fra tutti il presidente siriano Bashar al-Assad.

Accuse che il premier uscente, Najib Mikati, ha cercato di mitigare: “Siamo piuttosto convinti che ci sia la stessa regia dietro gli attacchi avvenuti nella periferia meridionale di Beirut e quelli di ieri a Tripoli. Non è questione di cercare una riconciliazione ma dobbiamo evitare che ci si accusi reciprocamente per gli attentati. Dobbiamo evitare altre divisioni”.

In Libano pesa il conflitto in corso nella vicina Siria.

Tripoli, dove ieri gli attentatori hanno preso di mira due moschee sunnite, è stata già teatro di pesanti scontri tra i sostenitori sunniti dell’opposizione siriana da un lato e gli Alauiti, di ispirazione sciita, a favore del regime di Assad.