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Datagate: Nsa pagò le compagnie internet coinvolte nel programma Prism

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Datagate: Nsa pagò le compagnie internet coinvolte nel programma Prism

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L’agenzia staunitense alla sicurezza nazionale pagò milioni di dollari ai giganti della rete per coprire i costi del programma-spia Prism.

Le nuove rivelazioni sul caso Datagate – sempre smentite dalle società di Silicon Valley – portano la firma del quotidiano britannico The Guardian e arrivano nel giorno in cui viene reso pubblico il pronunciamento della Corte Suprema statunitense, datato ottobre 2011, nel quale lo spionaggio della Nsa veniva dichiarato incostituzionale.

Barak Obama ha garantito che nessuno ha spiato le mail dei cittadini statunitensi, ma è stato smentito dalla stessa agenzia alla sicurezza: secondo la Nsa alcuni analisti avrebbero ignorato i limiti nella raccolta di dati.

L’altro filone dello scandalo Datagate è legato ai file contenuti nel computer di David Miranda, compagno del giornalista, Glenn Greenwald, autore delle prime rivelazioni.

Fermato il 18 agosto all’aeroporto di Heathrow, sul computer di Miranda sono state trovate informazioni che hanno portato all’apertura di un’inchiesta da parte dell’anti-terrorismo britannico. Gli inquirenti hanno una settimana per analizzarne il contenuto.