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Libano: a Tripoli 50 morti e 500 feriti, si rischia la guerra civile

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Libano: a Tripoli 50 morti e 500 feriti, si rischia la guerra civile

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Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno documentato l’attacco contro due moschee sunnite di Tripoli, nel nord del Libano, all’ora della preghiera. Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 50 morti e 500 feriti.

L’attentato, compiuto con due auto imbottite di esplosivo, è stato il più sanguinoso dal 1990. L’episodio arriva una settimana dopo l’autobomba che ha colpito la roccaforte della Hezbollah alla periferia di Beirut e rischia di far ripiombare il Paese nella guerra civile.

La tensione in Libano si intreccia da tempo con il conflitto siriano, data la presenza nel Paese di fazioni collegate a entrambi i fronti.
Le autorità hanno lanciato un appello alla calma.

Lo scoppio davanti a una delle due moschee ha creato un cratere di quattro metri di diametro e 2 metri e mezzo di profondità.

Un gruppo di uomini ha manifestato la propria rabbia per l’accaduto, per le vie di Tripoli, sparando in aria e lanciando pietre contro i militari dell’esercito arrivati sul posto.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha condannato fermamente il duplice attentato e ha invitato tutti i libanesi a preservare l’unità nazionale di fronte ai tentativi di destabilizzare il Paese.

Anche il segretario generale Ban Ki-moon aveva in precedenza richiamato i libanesi a restare uniti.