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"I have a dream": le ragioni che rendono difficile vedere il video gratis online

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"I have a dream": le ragioni che rendono difficile vedere il video gratis online

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I have a dream. Così cominciava uno dei passaggi più noti del discorso pronunciato da Martin Luther King cinquant’anni fa a Washington. Parole che comunicavano con il cuore e la mente di milioni di americani e fecero da catalizzatore per il Movimento per i diritti civili negli Stati Uniti.

Eppure, per quanto quel discorso sia considerato un modello di oratoria tuttora ineguagliato, non è facile ascoltarlo in versione originale. Nessun problema a trovare il testo integrale su Internet. Ma se si cerca la versione video, ci si accorge che non è disponibile gratuitamente.

Il motivo è che le parole di King non sono considerate pubbliche, per quanto concerne i diritti di riproduzione. Nel 2009, il gruppo Emi, poi acquisito da Sony, ha stretto un accordo con gli eredi del pastore battista per amministrare i diritti d’autore del famoso “speech”. E si è assicurato che la registrazione audio-video non fosse accessibile gratuitamente online. Le poche copie sfuggite ai controlli su siti generati dagli utenti sono di solito di pessima qualità.

Il diabttito sul copyright risale al 1963, pochi mesi dopo il discorso al LIncoln Memorial. Il reverendo denunciò la Twentieth Century Fox Records per aver distribuito la registrazione senza esserne autorizzata. La ragione della denuncia era ottenere che i profitti andassero a finanziare il Movimento per i idiritti civili.

Nel 1999, il tribunale stabilì che il discorso era rivolto principalmente agli addetti dei media. La sua distribuzione venne dunque classificata come “limitata” e non come “pubblica”. Una decisione controversa, subito seguita da un accordo extra-giudiziale, che permise al network Cbs di usare il video in cambio di una contropartita in denaro, il cui ammontare non è stato reso noto, versata al Center for Nonviolent Social Change gestito da King.

La battaglia legale proseguì nel corso degli anni. Nel 2001, la società di telecomunicazioni Alcatel si garantì il diritto di utlizzare uno spezzone di quella registrazione a fini pubblicitari. Il videoclip, una volta diffuso, suscitò accese polemiche da parte di associazioni afro-americane come la National Association for the Advancement of Colored People, che accusò l’azienda di speculare su King.

Oggi, alcune tv e testate giornalistiche hanno il diritto di trasmettere parti del discorso di Martin Luther King, se possono dimostrare che l’uso sia pertinente al compito di informare il pubblico su fatti di attualità. Ma il video integrale rimarrà difficile da reperire fino al 2038, quando scadranno i diritti d’autore.

Un peccato, secondo alcune organizzazioni che promuovono i cosidetti “diritti digitali”, perché l’indisponibilità del video priverebbe i più giovani dell’opportunità di assistere a un momento di importanza storica per l’avanzamento dei diritti civili.