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Egitto. Calma apparente al Cairo dopo arresto Badie

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Egitto. Calma apparente al Cairo dopo arresto Badie

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Al Cairo domina una calma apparente, ma la tensione è tangibile dopo l’arresto del leader dei Fratelli Musulmani.

Il governo transitorio e l’esercito egiziano sono ormai impegnati in uno scontro diretto contro la confraternita che si batte per il ritorno alla guida del Paese di Mohamed Morsi, deposto dai militari il 3 luglio.

Oggi intanto si tiene a Bruxelles il vertice dei Ministri degli Esteri dei Ventotto che tentano di giocare un ruolo di mediazione, con un delicato esercizio di equilibrismo per mantenere aperto un dialogo tra tutti gli attori. Che, anche materialmente, sono in campo gomito a gomito. Come capita all’ex Presidente Hosni Mubarak detenuto nello stesso campo in cui è stato confinato il leader dei Fratelli Musulmani Mohammed Badie. Mubarak potrebbe essere scarcerato, mentre in carcere potrebbe finire il primo Presidente eletto dell’era post-Mubarak, Mohamed Morsi, tutt’ora in custodia ai militari. Il nostro corrispondente al Cairo Mohamed Sheik Ibrahim ha chiesto quali potrebbero essere gli sviluppi della crisi ad Hamdeen Sabahi, cofondatore del movimento d’opposizione liberale, il Fronte di Salvezza Nazionale.

“Non credo sia il momento appropriato nè per mettere in prigione Morsi nè per scarcerare Mubarak” dice. “Entrambe i regimi si sono schierati contro il popolo. Io difendo una rivoluzione che continui contro il regime di Mubarak perchè il regime di Mubarak non è affatto caduto, che è lo scopo per cui abbiamo fatto la rivoluzione. Ma le sue politiche sono ancora lì anche se le facce sono cambiate. Prima c’era un regime autoritario, una casta governata dall’Occidente che lavorava contro gli interessi della gente. Ora è la stessa cosa, con la sola differenza che sono arrivati gli islamici barbuti”.