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Mercati emergenti in rosso, la Fed spaventa gli investitori

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Mercati emergenti in rosso, la Fed spaventa gli investitori

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È già finita la corsa dei Paesi emergenti? A guardare la raffica di segni meno in arrivo dai mercati asiatici, la domanda è quantomeno lecita.

Questo martedì la borsa indonesiana ha ceduto oltre il 5%, portando le perdite totali da maggio a 21 punti percentuali.

Scenario simile in Tailandia, dove l’indice di riferimento della borsa ha perso il 3,1%, mentre in India la rupia ha toccato un nuovo minimo nei confronti del dollaro.

Un “fuggi-fuggi” generale degli investitori provocato dal rallentamento economico nella regione e che, spiegano gli esperti, si è concentrato in particolare nei Paesi dove i fondamentali sono meno solidi.

“Il fatto è che India e Indonesia spiccano in termini di deficit di bilancio corrente. Tutte le altre zone della regione, invece, sono in attivo”, spiega Jim Walker di Asianomics.

“E se si guarda al modo in cui le valute si sono comportate nel corso degli ultimi trenta giorni – prosegue – non sono cambiate molto rispetto a un mese fa, mentre in India e in Indonesia ci sono stati cambiamenti a dir poco spettacolari”.

Proprio ora che i Paesi avanzati davano segnali di miglioramento, verrebbe da dire.

Ebbene, per gli economisti, le due cose sono collegate e la causa primaria è da ricercarsi nella lontana Washington.

Con il rallentamento nel programma di acquisto di bond in dirittura d’arrivo, la Federal Reserve americana sta per mettere fine alla pioggia di liquidità che fino a oggi è defluita proprio nei mercati emergenti.