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Qianhai, Cina: prove tecniche di liberalizzazione degli scambi di valuta

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Qianhai, Cina: prove tecniche di liberalizzazione degli scambi di valuta

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Benvenuti a Qianhai, ultimo esperimento cinese di apertura al libero mercato. Non è la prima volta che la tigre asiatica si affida ad una zona a statuto speciale per testare nuove pratiche economiche.

Ma, in quest’area di 15 chilometri quadrati vicino al confine con Hong Kong, Pechino ha deciso di spingersi oltre, allentando i tradizionali controlli che esercita sulla sua valuta.

Le banche dell’ex-protettorato britannico potranno fare prestiti in Renminbi alle aziende che vi si stabiliranno e potranno addirittura fissare autonomamente il tasso di interesse.

“Perché il governo ci ha messo tanto tempo? Vogliono essere cauti”, spiega Chan Yan-Chong, professore della City University di Hong Kong. “Devono bilanciare le tante differenti richieste da parte di altre città. Per esempio: perché Qianhai? Perché non Shanghai?”

La zona non è la sola a richiedere privilegi speciali e, con il rallentamento dell’economia, il governo cinese sta allentando quasi dovunque le norme sugli investimenti stranieri.

Qianhai, che ha già attratto una trentina di progetti differenti, vuole però costituire una sorta di test nella direzione di una liberalizzazione degli scambi di valuta.