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Chiusi i mondiali di atletica. È la Giamaica la terra dei figli del vento

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Chiusi i mondiali di atletica. È la Giamaica la terra dei figli del vento

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Terza medaglia d’oro, stavolta nella 4×100 maschile per Usain Bolt e il dream team giamaicano. Con questo ottavo titolo Bolt raggiunge la leggenda Carl Lewis. Nella sua scia sono arrivati rispettivamente Usa e Gran Bretagna, piazzamenti poi aggiornati dalla giuria, con la squalifica degli inglesi per un errore nel cambio, a favore del Canada.

Da dire che Bolt ha solo dovuto gestire il vantaggio che gli avevano costruito Nesta Carter, Kemar Bailey Cole, Nickel Ashmeade. Comunque grandissimi atleti che se non fossero nati nell’era di Usain Bolt sarebbero considerati dei fenomeni.

Non è arrivato il primato mondiale, ma un 37”36, comunque miglior tempo della stagione nella specialità. E in questi mondiali appena conclusi, nuovi primati non ce ne sono stati.

La Giamaica si conferma l’isola dei signori del vento dopo l’impressionante performance delle donne nella 4 × 100.

Shelly-Ann Fraser-Pryce ha pareggiato Bolt con tre ori all’attivo. Nell’ultima frazione della gara le avversarie sembravano ferme. Squalificate le francesi. Seconde le statunitensi. Terze le britanniche.

Un urlo per liberare la tensione e spingere il giavellotto a volare a 69 metri e 5 centimetri e Christina Obergfoell, vince la medaglia d’oro. La tedesca si è imposta davanti all’australiana Mickle Kimberley (66,60) e alla russa Maria Abamukova (65,09). Anche la Obergfoell aveva già vinto due medaglie olimpiche: l’oro a Londra, l’anno scorso, e il bronzo a Pechino nel 2008.

Che sia fondo o mezzofondo la scuola africana s’impone ancora sulle piste. La keniana Eunice Sum ha vinto la medaglia d’oro negli 800 metri. Con il tempo di 1’57“38, ha preceduto la favorita Mariya Savinova, che era la campionessa iridata in carica, e la statunitense Brenda Martinez.

E un’altra gazzella degli altipiani, il keniano Asbel Kiprop, conserva il titolo iridato nei 1.500 metri, vincendo la gara con il tempo di 3’36“28. Il neocampione del mondo ha preceduto lo statunitense Matthew Centrowitz, secondo e medaglia d’argento, oltre al sudafricano Johan Cronje, terzo e bronzo. Kiprop è stato anche olimpionico nel 2008 a Pechino sulla stessa distanza.

Nel salto triplo oro alla cavalletta rabbiosa, il francese Teddy Tamgho. Salta 18.04 e dimostra che quando non si lascia trasportare dal suo carattere è il più forte di tutti. Aveva perso lo scorso anno per infortunio e per una sospensione per violenza durante un raduno della nazionale. Secondo il cubano Pichardo e terzo lo statunitense Claye. Ottavo l’italiano Fabrizio Schembri.