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Lacrime e polemiche. La strage di Marikana un anno dopo

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Lacrime e polemiche. La strage di Marikana un anno dopo

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Il Sudafrica ricorda fra dolore e polemiche i 34 minatori uccisi un anno fa dalla polizia nella miniera di Marikana.

Ufficialmente perché organizzate da un sindacato di parte, le commemorazioni sul luogo della tragedia sono state disertate dai rappresentanti del governo.

Presenti invece numerosi alti esponenti ecclesiastici, che dal palco hanno esortato i lavoratori a mettere da parte l’odio e coltivare l’unità. “Non possiamo invocare la pace, là dove non c‘è giustizia – ha detto il presidente del Consiglio ecclesiastico sudafricano Johannes Seoka – . Ma non dobbiamo neanche dimenticare che queste morti non devono dividerci, ma unirci in quanto lavoratori.”

“E’ veramente straziante quanto la polizia ha fatto in questo luogo – gli fa eco un minatore -. I nostri fratelli che sono stati uccisi chiedevano soltanto salari dignitosi. E’ tristissimo e terribile. Al pari delle loro mogli e dei loro figli che ancora oggi soffrono, non dimenticheremo mai quanto accaduto”.

Più sanguinoso episodio della storia sudafricana del dopo-Apartheid, la strage di Marikana costituì il culmine di un’ondata di proteste sindacali, che costarono la vita a 60 operai.

Annunciati per dicembre e poi rinviati, i risultati di un’inchiesta governativa si fanno ancora attendere.