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Vietnam: 40 anni di una guerra che ancora uccide

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Vietnam: 40 anni di una guerra che ancora uccide

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Quarant’anni fa la fine di bombardamenti, che ancora oggi presentano il conto.

Ricorrenza amara per il Vietnam, che giovedì ricorda l’ultimo attacco aereo, precedente il ritiro statunitense.

La guerra proseguì poi fino alla capitolazione di Saigon alle forze del nord due anni dopo.

L’impiego del napalm passato alla storia per lo scatto da Pulitzer di Nick Ut e la pioggia di bombe sganciate sul paese sono però una ferita che stenta a rimarginarsi.

A ricordarne il prezzo è un esercito di vittime, che con le loro deformità ancora pagano il barbaro impiego del cosiddetto “Agente Arancio”: il diserbante che gli americani sversarono a milioni di litri sulle giungle per stanare i Vietcong.

Ma a ricordarlo sono anche gli ordigni inesplosi: quasi 800.000 tonnellate in tutto il paese, che ancora oggi mietono vittime fra curiosi e cercatori di ferraglie.

Una eredità della guerra che si traduce anche in paura, come quella che nel settantuno aveva indotto un piccolo e suo padre a fuggire bombe e raid, per rifugiarsi sugli alberi.

82 e 41 anni, Ho Van Than e suo figlio sono tornati da pochi giorni appena al loro villaggio. Archiviando così la nera pagina di un passato, che il Vietnam stenta ancora a voltare.