ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Detroit, la città messa al tappeto dal degrado sogna una rinascita

Lettura in corso:

Detroit, la città messa al tappeto dal degrado sogna una rinascita

Dimensioni di testo Aa Aa

Con la sua facciata cadente e i vetri delle finestre in frantumi, il teatro Highland di Woodward Avenue è una delle tante cartoline da Detroit che raccontano la parabola discendente della “Motor City” americana.

Una storia che forse non ha precedenti negli Stati Uniti. L’ultimo capitolo è stato scritto un mese fa con la richiesta di bancarotta: la più grande mai presentata da una municipalità nella storia americana. Un deficit da oltre 18 miliardi di dollari, di cui circa dieci miliardi in prestazioni pensionistiche non finanziate.

La crisi è stata covata per decenni: cinquant’anni fa, Detroit era una città fiorente. Dagli stabilimenti di General Motors, Ford e Chrisler, uscivano quasi tutte le auto vendute in America. Poi, lentamente e inesorabilmente, è iniziato il declino. Prima gli scontri razziali del 1967, poi la crisi petrolifera del ’73, la concorrenza dei marchi nipponici, e infine il salvataggio di stato delle Tre Sorelle dell’auto, nel 2009. Tra le tante cause della crisi, difficile individuare quella che ha assestato il colpo del knock out. Ma gli esperti concordano nel sostenere che gli errori sono stati tanti, soprattutto a livello politico. I leader locali hanno continuato ad accumulare debiti che non avrebbero mai potuto ripagare. Solo dal 2008 a oggi, la città ha speso circa 100 milioni di dollari in più ogni anno.

Una spesa insostenibile, tanto più perché la popolazione ha iniziato a calare, prima in modo graduale, poi a livelli mai visti. Dai quasi due milioni di abitanti negli anni Cinquanta, si è passati a 700mila nel 2010. Recenti tentativi di risanare i conti pubblici non hanno prodotto i risultati sperati. Anzi, l’aumento della tassazione per finanziare infrastrutture ormai decisamente sovradimensionate rispetto alla popolazione ha incentivato gli abitanti a trasferirsi altrove. Un fenomeno che ha ridotto ulteriormente le entrate fiscali.

Effetto collaterale di questa trasformazione, Detroit ha scalato la classifica delle metropoli con il più alto tasso di criminalità negli Stati Uniti, un triste primato che aveva già ottenuto nel 1974.

Molti ritengono che la città dovrà cedere i suoi gioielli per ripagare i debiti. I capolavori esposti al Detroit Institute of Arts, ad esempio, ma anche altri tesori la cui perdità potrebbe rendere questa metropoli ancora meno gradevole agli occhi di potenziali nuovi abitanti.

Molto dipenderà dalla capacità del commissario straordinario Kevyn Orr di tagliare i servizi superflui, ripristinando invece quelli più utili, come polizia, vigili del fuoco, sistema di telecomunicazioni. Il degrado si è già portato via una grossa fetta delle risorse imprenditoriali e della vita culturale di Detroit.

Il sito Internet Detroit Urbex, che ha documentato per immagini il cambiamento della città negli ultimi anni, si fa portavoce di un’iniziativa popolare per favorirne la rinascita.

Per maggiori informazioni su questo progetto, puoi visitare il sito detroiturbex.com