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Egitto nel caos: si dimette El Baradei, stato di emergenza per un mese

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Egitto nel caos: si dimette El Baradei, stato di emergenza per un mese

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Mohamed El Baradei lascia, mentre il governo ad interim egiziano impone il coprifuoco e lo stato di emergenza. Questo martedì il Paese ha vissuto avvenimenti drammatici, con l’assalto sferrato dalle forze di sicurezza alle due piazze del Cairo occupate dai sostenitori dell’ex presidente Mohamed Morsi da sei settimane.

Il premio Nobel per la Pace ha lasciato l’incarico di vicepresidente, comunicandolo con una lettera al presidente egiziano Adli Mansour. “C’erano opzioni pacifiche per risolvere la crisi”, ha scritto l’ex direttore dell’Aiea.

Le forze di sicurezza hanno inizialmente preso il controllo della piazza Al Nahda e in serata avrebbero completato anche l’operazione a Rabaa al Adawya, da dove centinaia di manifestanti hanno cominciato a ritirarsi.

Lo stato di emergenza (il precedente era durato 31 anni ed era stato abolito nel 2012) durerà almeno un mese, mentre il coprifuoco stabilito in diverse province (Giza, Alessandria, Beni Sueif, Minya, Assiout, Sohag, Beheira, Nord e Sud-Sinai, Suez e Ismailia) è entrato in vigore alle 19 ed è decretato fino alle sei del 15 agosto. Gli Stati Uniti hanno affermato di opporsi alla dichiarazione dello stato d’emergenza e hanno esortato l’esercito egiziano a rispettare i diritti umani.

Quanto al bilancio delle vittime, il ministero della Salute egiziano sostiene che in tutto il Paese siano rimaste uccise 278 persone, mentre i manifestanti forniscono un bilancio molto più elevato, più di 2200 morti. Gli scontri infatti si sono verificati anche in altre città, come Suez, Alessandria e Fayyum.

Al Azhar, la maggiore istituzione sunnita che aveva assicurato il sostegno al governo ad interim, si è dissociata dall’operazione delle forze di sicurezza. Il grande imam Ahmed al Tayeb ha lanciato un appello contro la violenza.

L’Unione Europa ha invitato l’Egitto alla “moderazione”, mentre il segretario generale dell’ONU, Ban Ki Moon ha condannato con fermezza la violenza della polizia. L’Iran ha denunciato un “massacro dalle conseguenze gravi e il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto l’intervento della comunità internazionale per fermare il massacro.

  • Cairo ‘War zone’ 14/08/2013

    Anadolu agency


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