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Liberazione detenuti: Israele e palestinesi divisi sulla "lista dei 26"

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Liberazione detenuti: Israele e palestinesi divisi sulla "lista dei 26"

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Mentre Israele si indigna e parla di terroristi, Gaza si veste a festa per accogliere i primi 26 detenuti palestinesi, che saranno liberati nelle prossime ore per spianare la strada al nuovo round di negoziati di pace.

Contrastanti segnali di Israele e recente via libera a nuove colonie, suggeriscono però cautela a famiglie.

“Qualunque cosa mi dicano – dice il padre di uno di loro -, non ci crederò finché mio figlio non sarà qui, tra le mie braccia…. Soltanto allora potrò dire che è davvero tornato. Fino a quel momento mi impedisco anche solo di pensarci”.

Caute anche le autorità palestinesi, che salutano la mossa, ma mettono in guardia: “Qualsiasi variazione agli accordi – dicono -, farebbe saltare i negoziati”.

“E’ un’iniziativa costruttiva e la giudichiamo ovviamente con favore – commenta il Ministro Issa Qaraqe -. Molti erano stati condannati all’ergastolo e la maggior parte ha già trascorso più di 20 anni nelle carceri israeliane. Da questo pun to di vista ritengo quindi sia un importante traguardo”.

Opposte le voci che a Gerusalemme si levano dalla Corte Suprema: l’ultima istanza che potrebbe fermare la liberazione, su richiesta dei familiari delle vittime.

“Liberando queste persone – dice il padre di una di loro -, Netanyahu sta cedendo a un ricatto. Una mossa che non ha alcun fondamento. Non si dovrebbero accettare pre-condizioni per la ripresa dei negoziati”.

I 26 detenuti di cui sono stati anticipati i nomi, rientrano nella lista dei 104 di cui Israele ha accordato la liberazione, in vista del nuovo round di negoziati, atteso per mercoledì a Gerusalemme.