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Ondata di attentati contro civili in Iraq in occasione delle feste

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Ondata di attentati contro civili in Iraq in occasione delle feste

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La fine del Ramadan è sinonimo di festa in quasi tutto il mondo musulmano. Tranne che in Iraq.

Feste, cene in famiglia, eventi pubblici sono stati ampiamente sfruttati per provocare decine di morti in altrettanti attacchi terroristici. Autobombe e ordigni sono stati piazzati proprio in concomitanza dell’eid el Fitr, festa che dura tre giorni e che i musulmani sfruttano per passare in famiglia o con i propri cari dopo il mese del digiuno.

Gli attacchi a Baghdad, Karbala, Nassiriya, Kirkuk hanno provocato oltre 70 morti e 200 feriti e il fatto che ad essere presi di mira non siano stati obiettivi militari, ma civili soprattutto sciiti spiega le motivazioni settarie di questi attentati.

Un residente di Kirkuk: “Nessuno ci protegge. Nessuno ci aiuta. Sfido i membri del governo e le autoritâ a venire qui e occuparsi di noi. Non verrà nessuno”.

La responsabilità è stata data alla branca irachena di al Quaida che già in passato aveva ammesso attentati contro civili. Al Quaida non ha ancora rivendicato questi attacchi, ma non ha nemmeno smentito la propria estraneità.