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La rivoluzione ecologica della Germania è 'ancorata' in alto mare

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La rivoluzione ecologica della Germania è 'ancorata' in alto mare

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La nuova centrale eolica di Borkum, in Germania, non produce energia. La consuma.

Le 30 turbine che compongono l’impianto bevono 22mila litri di gasolio al mese e non c‘è un sistema di alimentazione alternativo perché la centrale non è collegata alla terra.

Dovrebbe fornire elettricità a 120mila case, ma il ritrovamento di munizioni risalenti alle due guerre mondiali nel tratto di mare che la separa dalla costa ha bloccato l’installazione dei cavi che permetteranno di distribuire l’energia prodotta.

“I problemi sono noti da tempo, così come tutti sanno che si sono combattute la Prima e la Seconda Guerre mondiali – spiega la manager del progetto, Irina Lucke – Ecco perché, ora, questi ritardi ci appaiono incomprensibili”.

I tedeschi se la prendono con la compagnia olandese incaricata di collegare l’impianto alla costa, ma il problema è recuperare i fondi per far fronte all’aumento dei costi. Inoltre, manca un collettore di energia sulla terra.

L’impianto di Borkum non è nuovo ai problemi: nel 2008 i lavori furono interrotti a causa delle onde e del forte vento.