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Disastro ferroviario spagnolo: davanti al parlamento le scomode verità sulle mancanze della linea ferroviaria

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Disastro ferroviario spagnolo: davanti al parlamento le scomode verità sulle mancanze della linea ferroviaria

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Questo giovedì 8 agosto, la commissione sul disastro ferroviario di Santiago di Compostela si ferma per un minuto a due settimane dall’incidente costato la vita a 79 persone.

Accade nel giorno in cui, dinanzi al parlamento spagnolo, si sono presentati il presidente delle infrastrutture ferroviarie, Gonzalo Ferre e delle ferrovie statali Renfe, Julio Gomez Pomar.

Un’audizione che ha lasciato non pochi stupefatti. Ferre ha affermato che il tratto dov‘è avvenuto l’incidente, che include la curva della Grandeira, era stato pianificato per l’alta velocità, ma che per ragioni di budget, nell’aprile 2011 la linea era stata declassata a convenzionale. Un declassamento autorizzato dall’allora ministro delle infrastrutture José Blanco.

Questo avrebbe comportato tutta una serie di mancanze come il sistema di frenaggio che non era quello per l’alta velocità e che sarebbe entrato in azione solo se il treno fosse andato a oltre 200 chilometri all’ora. Quando il convoglio si schiantò viaggiava a 192 chilometri all’ora. Fosse andato più veloce, forse, il convoglio avrebbe rallentato automaticamente.