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Crisi in Repubblica Ceca, il parlamento non vota la fiducia al governo

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Crisi in Repubblica Ceca, il parlamento non vota la fiducia al governo

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Non ha ottenuto la fiducia il governo in Repubblica Ceca, dove si profilano elezioni anticipate. Il primo ministro Jiri Rusnok ha annunciato le dimissioni dopo aver raccolto solo 93 fra i 193 presenti in parlamento.

Il centrodestra ha votato quasi compatto contro la fiducia. L’assenza di una maggioranza netta spinge i partiti ad aprire un dibattito sulla data del voto. Improbabile quindi che il presidente della Repubblica, Milos Zeman, faccia un secondo tentativo verso la formazione di un governo come previsto dalla Costituzione.

Zeman aveva incaricato Rusnok dopo lo scandalo corruzione che aveva travolto l’esecutivo conservatore di Petr Necas a giugno. Le legislative – che erano previste per il 2014 – potrebbero svolgersi invece tra ottobre e novembre, dopo lo scioglimento della Camera dei deputati.
“Credo sia un fatto positivo per quanto riguarda i futuri sviluppi politici del Paese”, ha detto Rusnok. “Condurrà alla dissoluzione del parlamento”.

Il cosiddetto “governo del presidente”, fortemente voluto da Zeman, contro la volontà dei principali partiti, è stato contestato anche dalla piazza che lo definisce “un esecutivo fantoccio” e accusa il capo dello Stato di aver oltrepassato le proprie prerogative.