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Iran. Sul nucleare gli Usa attendono fatti concreti

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Iran. Sul nucleare gli Usa attendono fatti concreti

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Bene le parole, ma si attendono i fatti. È in sostanza la reazione degli Stati Uniti e di Israele alle prime aperture di Hassan Rohani, il neopresidente iraniano che ha avuto parole distensive nel giorno del suo giuramento e ha sottolineato che la via delle sanzione non è quella giusta se si vuole aprie un dialogo costruttivo. Ma, per risolvere la questione sempre aperta del programma nucleare di Teheran, Washington attende elementi concreti.

“Ci sono dei passaggi necessari per rispettare gli obblighi internazionali e per trovare una soluzione pacifica alla questione. Sta a loro la prossima mossa” ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato Americano Jen Psaki.

La linea della fermezza è quella che il Premier israeliano Benjamin Netanyahu non si stanca di ribadire. Le sanzioni sono finora state il solo elemento di dissuasione contro il regime degli Ayatollah ha detto

“Il Presidente iraniano ha detto che le pressioni non funzionano. Non è vero. La sola cosa che abbia funzionato negli ultimi 20 anni sono le pressioni. La sola cosa che funzionerà è aumentare la pressione”.

Rohani si è detto favorevole a condurre negoziati diretti con gli Stati Uniti sul nucleare se si mettesse da parte il linguaggio delle sanzioni. La comunità internazionale resta convinta che l’Iran prepari l’atomica con la scusa di un programma di arricchimento dell’uranio finalizzato a ricerca scientifica e produzione energetica.