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Kashmir: Uccisi cinque soldati indiani, il Pakistan respinge le accuse di Nuova Delhi


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Kashmir: Uccisi cinque soldati indiani, il Pakistan respinge le accuse di Nuova Delhi

L’effigie del primo ministro pachistano Nawaz Sharif data alle fiamme, un gesto che riassume le tensioni tra Nuova Delhi e Islamabad dopo l’uccisione di cinque soldati indiani in Kashmir. L’esercito pachistano ha respinto le accuse, sostenendo di non essere responsabile della morte dei militari.

Dallo Jammu e Kashmir a Nuova Delhi: anche qui l’ira contro il Pakistan viene espressa nelle strade, di fronte alla residenza del ministro della Difesa dove i manifestanti hanno chiesto una reazione ferma. Secondo l’India i soldati sono stati uccisi nella parte del Kashmir sotto il suo controllo durante un’imboscata pachistana ed è stato di nuovo violato il cessate il fuoco in vigore dal 2003 sulla linea di demarcazione. Il Kashmir è per due terzi dell’India, per una piccola parte della Cina e per il resto del Pakistan.

La vicenda frena ulteriormente gli sforzi per i negoziati di pace. L’India stava studiando le date proposte dal Pakistan per riprendere il dialogo sospeso a gennaio dopo la morte di due militari indiani nella zona di confine. Islamabad vorrebbe un vertice tra Sharif e il suo omologo indiano Singh, a margine dell’assemblea generale dell’Onu di settembre.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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