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L'Iran, le sanzioni e la vita quotidiana

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L'Iran, le sanzioni e la vita quotidiana

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Mentre il nuovo presidente si insedia a Teheran, la vita quotidiana scorre su altri binari. A prima vista non si nota, ma l’economia iraniana soffre: l’inflazione è oltre il 40%, la disoccupazione è altissima, per i giovani è difficile trovare casa, sposarsi, fare figli.

Molti cercano di procurarsi dollari al mercato nero per investire i loro risparmi, mentre il rial perde valore velocemente.

Amir vende televisori a schermo piatto ultramoderni, ma sempre meno acquirenti possono permetterseli. Il motivo dipende da questioni di politica internazionale.
“Le sanzioni hanno avuto un effetto molto negativo. Per noi che vendiamo prodotti di marca stranieri, le importazioni sono diminuite di parecchio a causa dell’embargo. E nell’ultimo anno, i prezzi sono aumentati del 100%.”

Non lontano dal negozio di Amir sorge il più grande “centro commerciale” di Teheran: il tradizionale bazar, in cui si vendono cibi, vestiti e un po’ di tutto. Ma i clienti preferiscono comprare solo quanto occorre per il consumo quotidiano.

Anche i piccoli elettrodomestici si vendono poco, racconta un commerciante che lavora qui da 15 anni. “Abbiamo dovuto ridurre la mano d’opera, perché sapevamo che non avremmo avuto bisogno di nessuno per gestire il magazzino e l’ufficio. Facciamo tutto da soli.”

La gente che va al mercato è abituata a non crearsi troppe aspettative sull’operato dei politici e di conseguenza sul nuovo presidente, ma spera sempre che le cose migliorino, come spiega il nostro inviato a Teheran, Olaf Burns: “Qui al bazar, non si parla affatto del programma nucleare. Ma la gente spera che il nuovo presidente riesca a far alleggerire le sanzioni e che la situazione economica del Paese migliori.”