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Iran: giura il nuovo Presidente, tra aperture e fedeltà

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Iran: giura il nuovo Presidente, tra aperture e fedeltà

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Aperture all’occidente, ma anche molta continuità: il neo-presidente iraniano Hassan Rohani giura oggi, un mese e mezzo dopo la vittoria elettorale, ma già ieri è avvenuta la cerimonia di passaggio dei poteri dal predecessore, Mahmoud Ahmadinejjad.

Rohani ha preannunciato non meglio precisati “passi” per sbloccare lo stallo sul nucleare, ma ha sottolineato che il primo punto da tenere sempre in considerazione è quello dell’interesse nazionale.

Rohani, che nel 2003 si guadagnò la fama di moderato stipulando una moratoria sul programma nucleare iraniano, ha ribadito che il Paese avrà “una costruttiva interazione con il mondo”.

Parole alle quali la comunità internazionale guarda con speranza, tantopiù che Rohani non ha fatto cenno al nemico statunitense.

Nel Paese, comunque, le priorità sono altre:

“Io spero che il Presidente conceda maggior libertà sociale, soprattutto alle donne”.

“Da cittadino, chiedo a Rohani di garantire la sicurezza economica, creare posti di lavoro e aprire la via a maggiori investimenti esteri”.

Rohani ha sottolineato la necessità di concentrarsi sullo stato di diritto, e questa può essere intesa come apertura. Ma non c‘è da aspettarsi troppo: il neo-presidente è stato per trent’anni uomo dell’establishment.