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Egitto: la protesta continua, tentativi per stemperare la tensione

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Egitto: la protesta continua, tentativi per stemperare la tensione

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La protesta della piazza favorevole al deposto presidente Morsi continua, in Egitto, e in parallelo si cerca una via d’uscita politica.

Secondo la stampa egiziana nelle scorse ore si è tenuto un primo incontro tra i Fratelli Musulmani e gli apparati di sicurezza, per evitare un’escalation della tensione.

Nel frattempo, in attesa di un qualsivoglia compromesso, il governo minaccia di usare la forza per sgomberare i manifestanti, e i sit-in proseguono:

“Partecipo alla protesta per difendere il mio voto, che ho dato a Mohamed Morsi. Combatterò per il mio voto e per i miei figli. È una vergogna che al-Sissi abbia preso con la forza il voto che avevo espresso”.

Continua anche la pressione internazionale: oltre all’Unione europea, anche gli Stati Uniti intervengono direttamente, con il numero due del Dipartimento di Stato, William Burns, che è oggi nel Paese, per la seconda volta in due settimane. Insisterà per la ricerca di una soluzione pacifica, che “è responsabilità di tutte le forze politiche”, come ha detto da Londra il Segretario di Stato americano, John Kerry.

Sul campo la situazione sembra per ora più calma, con l’eccezione dei brevi tafferugli verificatisi nei pressi della città dei media, lontano dal centro: la polizia ha lanciato lacrimogeni sui manifestanti che tentavano di assaltare il complesso che ospita molti studi televisivi.