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Tensione Usa-Russia per asilo a Snowden

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Tensione Usa-Russia per asilo a Snowden

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La decisione russa di concedere asilo per un anno a Edward Snowden riporta le relazioni tra Mosca e Washington a un clima da guerra fredda.
In forse il previsto incontro bilaterale tra Obama e Putin a inizio settembre.

Mentre Snowden ha già lasciato l’aeroporto di Sheremetievo, la Casa Bianca non nasconde la sua indignazione.

“Siamo molto delusi” afferma il portavoce della Casa Bianca Jay Carney “perché il governo russo vuole compiere questo passo, nonostante la nostra legittima e chiarissima richiesta in pubblico e in privato di espellere Snowden verso gli Stati Uniti perché risponda delle accuse contro di lui. Snowden non è un whistleblower. È accusato di aver rivelato informazioni segrete e deve rispondere di tre capi d’imputazione. Dovrebbe essere consegnato al più presto agli Stati Uniti, dove gli sarà garantito un processo equo.”

L’asilo concessogli da Mosca probabilmente imbarazza lo stesso Snowden, cui Putin ha chiesto, in cambio, di non fare altre rivelazioni che possano danneggiare gli Stati Uniti. Per non parlare di eventuali informazioni sulla Russia.

Ma in una situazione così complessa, la notizia è accolta con grande sollievo dal padre di Snowden: “Sono grato al popolo russo, al presidente Vladimir Putin e all’avvocato Anatoly Kucherena, per il coraggio, la forza, l’umanità che hanno dimostrato nella nobile azione di proteggere mio figlio e di mantenerlo al sicuro. E’ la cosa giusta da fare, perché non è solo un cittadino degli Stati Uniti, ma un cittadino del mondo, un occupante della terra. Sono così grato per ciò che hanno fatto per mio figlio.”

Il caso di Snowden è accomunato, nelle manifestazioni dei suoi sostenitori, a quelli di Julian Assange e di Bradley Manning, appena condannato negli Stati Uniti per le sue rivelazioni sugli abusi dell’esercito in Iraq e Afghanistan.