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Egitto: sit-in a oltranza, l'UE cerca il dialogo

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Egitto: sit-in a oltranza, l'UE cerca il dialogo

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La sfida resta aperta: i sostenitori del deposto Presidente Morsi continuano a occupare la piazza, nonostante le reiterate minacce di uso della forza da parte del governo.
I manifestanti si dicono convinti che, in ogni caso, nessuno voglia assumersi la responsabilità di un altro bagno di sangue:

“Il Ministro dell’Interno non si assumerà le responsabilità per la situazione attuale. I leader al potere ora non stanno leggendo la stessa pagina: quelli che hanno partecipato al colpo di Stato ora stanno litigando tra di loro e non riusciranno a prendere nessuna decisione. Non riusciranno a metter fine ai sit-in in piazza Rabaah al-Adawiya e piazza Nahda.”

“Come hanno potuto sequestrare il Presidente eletto nel più grande Paese arabo? È un crimine, un crimine di portata internazionale, di livello storico. Parteciperò ai sit-in fino a quando non sarà liberato”.

L’Europa fa capire che l’uso della forza per sgomberare la piazza non verrebbe accettato: dopo una prima visita della responsabile della diplomazia europea Catherine Ashton è stato ora il turno del Ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, a incontrare i vertici egiziani. Oltre a lui al Cairo è giunto anche l’inviato europeo Bernardino Leon, a portare lo stesso messaggio: una soluzione va cercata con il dialogo.