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La tecnologia che sposa l'arte

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La tecnologia che sposa l'arte

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“Giocare” con una mostra è sempre piu’ facile e la galleria Saatchi di Londra è l’ultimo esempio. Sotto il titolo di “Red Never Follows’ features” sono catalogati 20 artisti internazionali.

Ecco la videoinstallazione Proximity/Repulsion di un tedesco esperto di biologia molecolare. La sua grafica minimalista evoca un intero universo di fluidi.

Felix Bonowski:
“ Una delle idee centrali è stato offrire al feedback del pubblico questa tecnologia tattile, si tocca qualcosa di immateriale”

L’installazione “Pulse of London” è firmata dagli italiani Marco Barotti e Marco Canevacci. Collocandosi al’interno della bolla, nella sala espositiva, un captore amplifica il nostro battito cardiaco.

Marco Barotti:
“Adoperiamo speciali altoparlanti che amplificano la risonanza, di fatto la struttura diventa un sistema di amplificazione sonora che fonde elementi musicali”

L’artista tedesca Elisa Strozyk propone disegni interattivi in cui appiono stoffe e legno, il tutto votato ad una politica di esaltazione del tatto a partire dai materiali di costruzione.

Elisa Strozyk:
“ Ho trovato una tecnica per sezionare il legno in piccole parti per poi collegarle ad una base flessibile. Il risultato è come una specie di ibrido fra questi due materiali”.

“Cerebral Hut’” dell’artista tedesco di origini turche Guvenc Ozel, misura l’attività cerebrale votata alla movimentazione di un architettura virtuale che prefigura le nostre emozioni davanti all’urbano.

Guvenc Ozel:
“Come si puo’ manipolare fisicamente questo spazio col pensiero? Come si puo’ trasformare un ambiente urbano con le nostre emozioni?”

La mostra londinese che salda tecnologia ed immaginazione resta aperta alla Saatchi Gallery fino al primo settembre.