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Eurozona, segnali di ripresa. Bce: sarà lenta, tassi fermi a lungo

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Eurozona, segnali di ripresa. Bce: sarà lenta, tassi fermi a lungo

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L’economia di Eurolandia è a una svolta? Domanda d’obbligo, visti i recenti segnali di ripresa. La risposta della Banca centrale europea denota, se non pessimismo, quantomeno una sana dose di prudenza.

Questo giovedì il consiglio direttivo ha lasciato invariato il tasso di interesse di riferimento allo 0,5%. Il presidente Mario Draghi, interrogato sulla durata della politica monetaria accomodante, ha ribadito: durerà a lungo, nessuna scadenza, vista anche la lentezza della ripresa.

“L’attività economica nell’area euro dovrebbe stabilizzarsi e recuperare ad un ritmo lento”, ha detto Draghi. “I rischi che attanagliano le prospettive economiche dell’area euro continuano ad essere orientati al ribasso”.

Prudenza a parte, l’Eurotower ribadisce di intravedere un ritorno al segno più nella seconda metà dell’anno, con gli analisti che scommettono su un +0,1% nel terzo trimestre.

Visione confortata da una serie di dati positivi, l’ultimo dei quali è arrivato in concomitanza con il vertice e segna un ritorno dell’attività manifatturiera dell’Eurozona in territorio di espansione. A luglio l’indice degli acquisti alle imprese nella zona euro è infatti salito, per la prima volta in oltre due anni, sopra la soglia dei 50 punti.

Una buona notizia che fa il paio con quelle arrivate nella giornata di mercoledì: la disoccupazione è calata per la prima volta dal 2011, mentre la fiducia delle imprese tocca i massimi da 15 mesi. Ora bisogna solo convincere gli europei a tornare a consumare.