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WikiLeaks: Manning colpevole di spionaggio ma non di connivenza con il nemico

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WikiLeaks: Manning colpevole di spionaggio ma non di connivenza con il nemico

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Giudicato colpevole di spionaggio, Bradley Manning è stato tuttavia assolto dalla Corte Marziale degli Stati Uniti dall’accusa più grave: quella di connivenza con il nemico.

Il militare venticinquenne considerato l’informatore di WikiLeaks e del suo fondatore Julian Assange rischia comunque di passare il resto della sua vita in prigione.

“Si tratta della prima condanna per spionaggio mai inflitta ad un informatore negli Stati Uniti” ha reagito alla notizia Assange. “È un precedente pericoloso, un esempio di sicurezza nazionale estremista. È un giudizio miope, intollerabile e che va riveduto. Non si può stabilire il principio secondo cui veicolare informazioni veritiere al pubblico sia spionaggio” ha aggiunto.

Manning è stato giudicato colpevole per 19 dei 21 capi d’accusa. Quello di connivenza con il nemico gli sarebbe costato l’ergastolo. Ma il cumulo delle pene per i reati commessi – l’aver rivelato documenti segreti americani – potrebbe commutarsi in oltre 120 anni di carcere.

Manifestazioni di protesta sia davanti al tribunale militare in Maryland che davanti alla Casa Bianca. Manning è stato arrestato nel maggio 2010 in Iraq dopo aver ammesso di aver passato documenti top secret a WikiLeaks.