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Usa, la Fed prosegue con gli stimoli. Non basta il +1,7% del Pil

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Usa, la Fed prosegue con gli stimoli. Non basta il +1,7% del Pil

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C‘è aria di vacanza alla Federal Reserve americana e i diciannove membri del comitato che fissa gli indirizzi di politica monetaria archiviano l’estate 2013 senza grossi cambiamenti.

Via libera, dunque, alla prosecuzione del programma con cui la banca centrale americana acquista obbligazioni al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese per mantenere bassi i costi di rifinanziamento.

Mentre nei corridoi del potere già si comincia a parlare dei suoi possibili successori (“tanti i candidati”, ha detto Obama), il presidente Ben Bernanke non ha aggiunto indicazioni sulla futura frenata negli stimoli.

Il solo annuncio del cosiddetto “tapering” aveva mandato nel panico i mercati di tutto il mondo, nonostante le rassicurazioni della Fed. Per questo, il comitato direttivo ha preferito non prendere impegni, anche alla luce delle nuove letture del Prodotto interno lordo statunitense.

Nuove in tutti sensi. Complice una serie di cambiamenti nel modo in cui viene calcolato l’indicatore, gli Stati Uniti hanno visto la propria crescita dell’anno scorso rivista decisamente al rialzo al +2,8%, seguita da un primo trimestre 2013 riletto, al contrario, al ribasso, a +1,1%, per finire con una prima stima del periodo aprile-giugno che ha superato tutte le attese, +1,7% rispetto al 2012.

A trainare l’economia a stelle e strisce è stato soprattutto il rimbalzo degli investimenti aziendali e delle esportazioni, mentre la contrazione della spesa pubblica ha fatto segnare un deciso rallentamento.

Chi latita, invece, sono i consumi, una delle principali voci del Pil americano, rallentati a causa dell’aumento delle tasse. Da qui la preoccupazione espressa dalla Fed per l’inflazione, ancora molto sotto il suo obiettivo del 2%.