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Israele: via libera ai negoziati con la Palestina, tensioni dopo la liberazione dei prigionieri

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Israele: via libera ai negoziati con la Palestina, tensioni dopo la liberazione dei prigionieri

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A poche ore dall’apertura a Washington delle trattative israelo-palestinesi per la pace, spaccature e tensioni dentro e fuori dal governo israeliano per la liberazione di alcuni prigionieri palestinesi detenuti da prima degli accordi di Oslo del 1993. Una parte dell’opinione pubblica non ha accolto con favore quello che il premier Benjamin Netanyahu ha presentato come un gesto di apertuta per la ripresa dei negoziati.

“Non si rilasciano dei terroristi assassini”, dice Eliyahu Nissim, un manifestante. “È crimine che non ha parole, significa sputare sulle famiglie delle vittime e sul popolo di Israele. Non si può liberare chi ha ucciso degli innocenti, anche bambini, e accoglierli come eroi. Il passato ci insegna che torneranno a fare atti terroristici. Non possiamo ripetere questo errore.”

Proteste anche a Ramallah, in Cisgiordania, 12 chilometri a nord di Gerusalemme. La notizia della liberazione di 104 palestinesi si traduce in nuove tensioni e scontri con la polizia.

“I manifestanti hanno voluto inviare un messaggio politico”- dice Khalida Jarar, esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) contrario. È inaccettabile sopprimere la libertà di espressione e il diritto di protestare, tutto questo non riuscirà a far tacere le voci di tutti quelli che che si oppongono ai negoziati.”

Dopo quattro anni di stallo, i riflettori sono puntati sulla ripresa del dialogo di pace tra Israele e Palestina mediato dagli Stati Uniti. Qualsiasi accordo venga raggiunto con i palestinesi, il premier Netanyahu vuole che sia sottoposto a un referendum.