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Kuwait, elezioni: arretrano gli sciiti, entrano i liberali

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Kuwait, elezioni: arretrano gli sciiti, entrano i liberali

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Il caldo, il Ramadan e il fallito boicottaggio dei principali partiti d’opposizione hanno caratterizzato le elezioni legislative in Kuwait, le seste in sette anni.

In un Paese in cui il potere esecutivo è saldamente nelle mani della famiglia dello Sceicco e solo 400.000 persone hanno diritto di voto, su una popolazione autoctona di un milione trecento mila, una partecipazione al 52% è da considerarsi un successo, soprattutto perché fa seguito al 40% di otto mesi fa. Fallito dunque il boicottaggio deciso dai partiti d’opposizione: i loro voti sono stati compensati dall’afflusso di elettori delle zone tribali.

Un voto che modifica radicalmente gli scenari parlamentari: gli sciiti conquistano 8 seggi sui cinquanta del Parlamento, prima ne avevano 17; appena un seggio in meno per i sunniti, mentre i liberali, finora assenti, conquistano almeno tre seggi. Il ricco Paese petrolifero, che detiene il 10% delle riserve mondiali, ha per la prima volta votato nel mese sacro del Ramadan.