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Spagna: "omicidio per imprudenza" l'accusa per il macchinista

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Spagna: "omicidio per imprudenza" l'accusa per il macchinista

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L’inchiesta sul deragliamento del treno di Santiago de Compostela prosegue a tutto campo, ma il macchinista rimane per ora l’unico sospettato: nelle ultime ore è stata formalizzata nei suoi confronti l’accusa di omicidio per imprudenza. L’uomo è stato dimesso dall’ospedale e preso in consegna dalla polizia, è in stato di fermo nella cella di un commissariato, imprecisato per ragioni di sicurezza.

Il ministro dell’interno spagnolo conferma: “È in stato di fermo presso la polizia. Il suo status giuridico è il fermo di polizia, in quanto sospettato di omicidio per imprudenza”. L’uomo deve ancora essere sentito dal giudice, che deciderà poi sull’eventuale convalida del fermo.

In ospedale restano una settantina di feriti, circa venti dei quali sono in condizioni gravi. I sopravvissuti raccontano storie toccanti, come quella di questo ex capitano dell’esercito, che era all’ultima tappa del suo pellegrinaggio: pur ferito nell’incidente ha aiutato a soccorrere gli altri feriti.

Momenti che ha accettato di rievocare davanti alla telecamera:

“C’erano quelle persone, vedevi solo le teste, o solo gli occhi che piangevano, che brillavano e in quel silenzio e con quell’espressione che chiedeva come se urlassero ‘tirami fuori di qui’… E siamo riusciti a prendere questa persona e portarla fuori a braccia, dal retro del vagone, e poi entrare di nuovo e prenderne un’altra, e poi uno dopo l’altro”.

Sono 78 i morti nello schianto: tra questi anche un siciliano che risiedeva da tempo in Germania. I funerali si terranno nel Paese d’origine, Forza d’Angrò.