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Tunisia, Al Brahmi e Belaid "uccisi dalla stessa arma"

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Tunisia, Al Brahmi e Belaid "uccisi dalla stessa arma"

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Tensione in Tunisia dopo l’uccisione di Mohamed Al Brahmi, dirigente dell’opposizione tunisina, giustiziato giovedì.
Le proteste più forti a Sidi Bouzid, luogo natale dell’oppositore e culla della Primavera Araba. Le opposizioni denunciano in piazza il secondo omicidio di un loro leader in sei mesi.

Due esecuzioni che anche il governo collega:
“Con grandissimo dispiacere, porgo le mie condoglianze alla famiglia del martire Mohamed Al Brahmi, ai suoi parenti di Sidi Bouzid e a tutto il popolo tunisino” ha dichiarato il ministro dell’Interno Lotfi Ben Jeddou, che ha proseguito dicendo: “Le indagini hanno rivelato che l’arma da fuoco usata per uccidere Mohamed Al Brahmi, una pistola 9 mm, è la stessa che uccise il martire Chokri Belaid, leader del suo partito”.

Secondo i primi accertamenti, l’autore sospettato dei due omicidi è un membro del movimento estremista salafita attivo in Tunisia.
Al Brahmi, deputato dell’Assemblea costituente, era noto per la sua posizione critica contro il governo, guidato dal partito islamico Ennahda.
Conto il partito al potere si era scagliata la protesta del popolo, che a febbraio, dopo l’omicidio di Belaid, ne aveva incendiato alcune sedi.