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Mosca o Bruxelles? Dilemma ucraino all'ombra della dipendenza energetica

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Mosca o Bruxelles? Dilemma ucraino all'ombra della dipendenza energetica

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Religione e politica vanno di pari passo in questi giorni in Ucraina e rischiano di provocare tensioni. In occasione delle festività per la cristianizzazione della vecchia Russia, il presidente Vladimir Putin arriva nel paese assieme ad alte sfere della chiesa ortodossa russa. Non solo commemorazioni storiche sul tappeto, ma anche un paese diviso fra pulsioni europeiste, nostalgia di una grandezza passata, quando Kiev era la capitale di un grande paese cristiano e influenze russe. L’Ucraina dipende energeticamente dalla Russia e l’evento potrebbe essere una buona occasione per discutere dell’ingresso di Kiev in un consorzio energetico di cui fanno già parte Russia, Kazakhstan e Bielorussia.

Secondo Volodymyr Oliynyk, un deputato del Partito delle Regioni al potere, l’Ucraina dovrebbe far parte del consorzio: “Crediamo che i nostri interessi siano da preservare anche se pensiamo che una partecipazione al consorzio sia cosa positiva per noi. Non importa se con l’Unione Europea o con questo consorzio. Non dovremmo rifiutare a priori un buon affare per noi”.

In realtà le cose non sono così semplici. Dall’Ucraina passano gli oleodotti che portano gas russo in Europa. Kiev vorrebbe sconti nelle forniture oltre a trattare con Mosca e con Bruxelles. Mosca invece vuole allontanare Kiev dall’orbita dell’Unione europea e si rifà a un controverso accordo energetico che l’ex premier Yulia Tymoshenko aveva firmato nel 2009. Un accordo esclusivamente russo-ucraino.

Un atteggiamento criticato da un ex ministro degli esteri ucraino, Borys Tarasyuk: “A livello politico ci sono sempre stati tentativi di subordinare l’Ucraina alla Russia. Diversi progettinegli anni che però avevano tutti lo stesso obiettivo”.

La politica ucraina cerca di trovare un equilibrio fra Mosca e Bruxelles anche perché la maggioranza delle simpatie per la popolazione propendono per un avvicinamento all’Unione Europea. Uno stato d’animo che la politica non può ignorare.