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Battaglia contro i profumi: l'affondo della Commissione europea

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Battaglia contro i profumi: l'affondo della Commissione europea

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Tra la Commissione europea e i produttori di profumo è cominciata la “battaglia degli odori”. E farà molto rumore.
Sul tavolo delle trattative, un rapporto scientifico di 334 pagine. Il documento incita al divieto di tre sostanze naturali che possono scatenare allergie, e a limitarne drasticamente altre.

I produttori e i creatori di profumi dovranno rivedere, correggere e ricomporre le formule. Bisognerà tentare di salvare antichi profumi, trovando fragranze che possano sostituire quelle a rischio di interdizione da parte della Commissione europea.

“Perderemo alcune sfumature, certe varietà rischiano di scomparire” spiega la creatrice di profumi Karine Vinchon Spehner. “È come chiedere a un pittore di non usare un colore primario su cinque: non potrebbe più dipingere lo stesso quadro; o domandare a un musicista di non usare più i diesis. Sarebbe veramente un peccato”.

Montségur-sur-Lauzon, nel sud della Francia, si trova nel cuore della produzione della lavanda. In paese è diffusa una grande preoccupazione: quella che la Commissione europea limiti l’uso della cumarina, una sostanza naturale presente nella lavanda.

La questione, però, è ancora più complessa. Le associazioni di persone allergiche mettono in guardia: l’onnipresenza di profumi per ambienti in negozi e luoghi pubblici crea problemi reali.

Grasse è la capitale mondiale dei profumi, vicina a zone in cui si coltiva la lavanda. In Francia ci sono 2.500 aziende. I campi di questa pianta occupano un territorio di quasi 20.000 ettari.
Tutta la vita della cittadina ruota intorno ai profumi e a Robertet, gigante del settore di materie aromatiche naturali fondato nel 1850.
Con 22 filiali sparse in tutto il mondo, conta un volume d’affari di 400 milioni di euro. Il rapporto della Commissione europea ha provocato uno shock. Il suo elenco conta infatti ben 179 sostanze naturali con allergeni da classificare, limitare o addirittura vietare.

Uno dei direttori di Robertet, Francis Thibaudeau, ci spiega che adattarsi potrebbe comportare un costo fino a 100 milioni di euro per l’industria francese dei profumi:
“Gli allergeni sono parte in causa nei prodotti di profumeria. Tutte le grandi fragranze scompariranno, se verrà applicata l’intera proposta del comitato scientifico. Non ci sarà più modo di avere profumi alcolici e nemmeno prodotti naturali nei profumi. Sarebbe la morte dell’industria, perché non si potrebbero più usare il gelsomino, la cananga odorata, il sandalo, il bergamotto. Tutte queste molecole, tutti questi prodotti naturali indispensabili non potranno più essere usati” afferma Thibaudeau.

Pascale Couratier è la presidente dell’Associazione francese per la prevenzione delle allergie.
Il suo nipotino è morto alla mensa scolastica, mangiando inavvertitamente un pezzetto di formaggio. Una reazione allergica gli è stata fatale. Per lei, intolleranze alimentari o ai profumi sono sinonimo di battaglia:
“Le allergie ai profumi somno davvero aumentate. Da qualche anno ce lo dimostrano pazienti allergici sempre più numerosi. Bisogna soprattutto etichetare tutti i componenti di un prodotto cosmetico, senza condizioni. Devono essere facilmente identificabili e comprensibili da tutti. Niente uso di denominazioni scientifiche, ma di nomi comuni usati da tutto il mondo” dichiara Pascale Couratier.

A Manosque, piccola cittadina della Provenza, al Centro di Sperimentazione in Piante da Profumo, Bert Candaele, esperto in piante aromatiche, si dice sotto shock per il rapporto discusso a Bruxelles. Esso coinvolge infatti la cumarina, sostanza che si trova nell’olio essenziale di lavanda. L’intera filiera è contro l’etichettatura richiesta dalla Commissione Europea.

“Il problema non è sapere se la cumarina contenga allergeni o non li contenga” spiega Bert Candaele. “In realtà l’importante è prendere l’olio essenziale e guardare se, mettendolo sulla pelle, provochi una reazione o meno. Tutto qui. Ci sono persone che lo usano da migliaia di anni in enormi quantità e che non sono allergiche. Bisogna considerare il prodotto nella sua totalità, non componente per componente”.

I negoziatori europei stanno scendendo a un compromesso: i produttori di profumi potrebbero riuscire a evitare una limitazione quantitativa delle sostanze con allergeni, ad eccezione di tre molecole che saranno vietate. L’elenco degli allergeni da dichiarare sarà probabilmente ridotto.

Altro parere, altra campana. Quella suonata dagli scienziati, per i quali, dopo il nichel, i profumi rappresentano la più grande fonte di allergie. Una nuova legge europea sarà pronta nel 2014. Comporterà la fine dei produttori di profumi in Europa? Ci si augura di no.

BONUS 1:
Per ascoltare l’intervista completa in francese a Francis Thibaudeau, uno dei direttori dell’azienda produttrice di profumi Robertet, cliccate qui:

BONUS 2:
Tutta l’intervista in francese con la creatrice di profumi Karine Vinchon-Spehner, creatrice di profumi, è disponibile cliccando qui:

BONUS 3:
È possibile vedere l’intera intervista in francese a Pascale Couratier, Presidente dell’Associazione francese per la prevenzione delle allergie cliccando qui:

BONUS 4:
Se volete ascoltare tutta l’intervista in francese a Bert Candaele, esperto del Centro di Sperimentazione per il profumo e le piante aromatiche, cliccate qui: