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Tunisia: a migliaia in piazza per l'assassinio di Al Brahmi

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Tunisia: a migliaia in piazza per l'assassinio di Al Brahmi

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Tunisia ad alta tensione per l’assassinio del dirigente dell’opposizione Mohamed al Brahmi. Nel paese che ha dato avvio alla Primavera araba si innalzano nuove grida di protesta.

A decine si sono radunati di fronte all’ospedale dove era stato trasportato il corpo del leader. Di fronte al ministero dell’Interno erano migliaia. Chiedono le dimissioni dell’esecutivo.
Annunciato uno sciopero generale venerdì, che è anche giornata di lutto nazionale. Tunisair ha cancellato tutti i voli da e per il Paese.

Quest’attivista per i diritti umani definisce il capo del partito islamico al governo un “assassino”.

“Mohamed Brahmi -grida il figlio – è morto per il bene del proprio Paese. Dovreste morire anche voi, tunisini, per i valori che gli sono costati la vita”.

“Nel giorno in cui si celebrava il 56esimo anniversario della Repubblica -dice questo parlamentare – criminali si sono introdotti nella casa del nostro fratello e lo hanno ucciso. Queste milizie lo hanno colpito alla testa e all’addome”.

Brahmi, 58 anni, è stato freddato con una decina di colpi di pistola di fronte a casa sua, mentre scendeva dall’auto.
Il 6 febbraio un altro responsabile dell’opposizione era stato ucciso. Un caso che scatenò le più gravi proteste dalla caduta di Ben Ali, nel gennaio 2011.