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Russia, Pussy Riot: Maria Alyokhina resta in carcere

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Russia, Pussy Riot: Maria Alyokhina resta in carcere

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No alla scarcerazione anticipata di Maria Alyokhina, la Pussy Riot ha avanzato una nuova richiesta di libertà condizionale ai giudici che l’hanno respinta nell’udienza d’appello di oggi in un Tribunale di Perm, più di mille chilometri da Mosca. Già nel maggio scorso la sua domanda non era stata accolta. Secondo i togati, sia lei che Nadia Tolokonnikova, non hanno dimostrato segni di pentimento. Alla terza, Ekaterina Samutsevitch, era stata concessa la sospensione della pena. All’udienza Maria ha partecipato in video-collegamento, a fine maggio aveva fatto uno sciopero della fame di oltre dieci giorni per protestare contro la sua esclusione all’udienza.

‘‘Questo caso di repressione ha fatto da volano a molti altri” – spiega la giornalista russa Masha Gessen. “Gli arresti delle Pussy Riot, avvenuti un anno e mezzo fa, sono stati i primi di una lunga serie a danno di persone impegnate in proteste pacifiche. “

Per “teppismo motivato da odio religioso,” le Pussy Riot sono state condannate nell’agosto 2012 a due anni di colonia penale, colpevoli di essersi esibite in una performance anti-Putin nella cattedrale moscovita di Cristo Salvatore. Per la loro liberazione sono scesi in campo anche 100 artisti di fama mondiale.