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GSK, crescita modesta nel secondo trimestre. Pesa lo scandalo cinese

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GSK, crescita modesta nel secondo trimestre. Pesa lo scandalo cinese

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Scandali cinesi e crisi europee frenano i risultati di GlaxoSmithKline. Nel secondo trimestre il gigante farmaceutico britannico riporta un modesto +2% di crescita nelle vendite, per un totale di oltre 7 miliardi e mezzo di euro.

Non bastava il calo dei prezzi spinto dall’austerity e la perdita dei brevetti su alcuni dei suoi farmaci, GSK deve ora fare fronte alle accuse del governo cinese, che ha deciso di fare dell’azienda un’esempio nella sua crociata anticorruzione.

372 milioni di euro: a tanto ammonterebbero le bustarelle pagate ad una serie di medici ed ufficiali della sanità per promuovere l’utilizzo dei propri farmaci.

In manette sono già finiti quattro dirigenti della filiale cinese: le pratiche illegali, secondo l’accusa, prevedevano l’utilizzo di fondi neri creati con l’ausilio di agenzie viaggio fittizie.

L’azienda (che nel Paese impiega oltre 7 mila persone) si difende affermando di non essere stata al corrente di tali attività. Ora, però, rischia grosso anche in Gran Bretagna a causa delle leggi anticorruzione.