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Regno Unito: il business intorno al Royal Baby

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Regno Unito: il business intorno al Royal Baby

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L’economia britannica benedetta dalla nascita reale. Il volume d’affari associato al lieto evento è stimato in una cifra pari a 304 milioni di euro, meno che per il Giubileo o per le Olimpiadi del 2012, ma più che per il matrimonio di William e Kate.

Solo in luglio e in agosto, l’impatto previsto sul commercio è di una cifra equivalente a 283 milioni di euro. Di questi, 182 corrispondono a giocattoli, biberon e altri souvenir commemorativi. 72 verranno spesi in champagne e vini e 29 milioni in cibo per festeggiare la nascita.

Nei negozi di abbigliamento per l’infanzia, i commercianti gongolano, soprattutto dopo una primavera in cui le vendite sono state scarse. Le effigie reali sono su tutti i vestiti delle marche britanniche.

“Sono sicura che ogni mamma del Regno Unito e tutti nell’industria dell’infanzia sono grati a Sua Altezza Reale per avere portato gli occhi del mondo sul Paese e sui marchi di abiti britannici per l’infanzia” dice Laura Tenison, fondatrice e direttore di Jojo Maman Bebé.

Un pigiama fatto come la divisa delle Guardie Reali messo in commercio dal Royal Collection Trust o un pannolino lavabile con una corona stampata sopra, in vendita a una cifra pari a 27 euro: ecco due regali per le future mamme.

“Sono sicura che compreremo qualcosa, un regalo da royal baby per il nostro bambino” dice una mamma in dolce attesa. “Ma molte delle cose che abbiamo finora mi sono state passate da mia sorella, quindi dobbiamo aspettare e vedere come vestirà il bimbo”.

E poi le marche per l’infanzia contano sullo spirito di emulazione dei futuri genitori per vendere i loro prodotti. La carrozzina scelta da William e Kate sarà senza dubbio un best seller.

“Di sicuro sto iniziando a guardare quello che sta comprando. Deve andare bene se lo ha scelto lei” commenta un’altra futura mamma.

Kate era già riuscita a far vendere degli abiti, anche quelli premaman, sia delle marche più raffinate per chi se lo poteva permettere, ma anche più a buon mercato, come un vestito da 44 euro.
Come dire: la classe non ha prezzo.